Network Euro Mediterraneo per i Diritti dell’Uomo: Missione di raccolta informazioni in Tunisia e Italia e Raccomandazioni

From CIR:  “…[I]l Network Euro Mediterraneo per i Diritti dell’Uomo ha organizzato una missione di raccolta informazioni, che si è svolta dal 18 al 24 febbraio prima in Tunisia e poi in Italia. La missione era composta da rappresentanti di organizzazioni membro del Network e di partner e da esperti del Nord e del Sud del Mediterraneo. La missione ha potuto raccogliere testimonianze e informazioni dirette, tanto in Tunisia che in Italia.

La missione ha permesso di smentire sia la tesi della presenza massiva tra i migarnti arrivati in Italia di delinquenti di diritto comune evasi dalle carceri, sia quella di un complotto migratorio che sarebbe stato ordito dalla Libia e dai nostalgici di Ben Ali.

Nel corso della missione, le preoccupazione legate agli avvenimenti drammatici che sconvolgono la Libia hanno, in qualche maniera, soppiantato gli interrogativi che circondano i migranti tunisini.

Al termine di questa missione, il Network formula le seguenti raccomandazioni:

Alle autorità italiane:

  • Rispettare la dignità di tutti i migranti, quali che siano le loro motivazioni.
  • Sospendere l’applicazione dell’accordo bilaterale di riammissione con la Tunisia sotto il concluso con il regime di Ben Ali. Sospendere tutte le misure di espulsione forzata individuale o collettiva verso la Tunisia.
  • Richiedere all’Unione Europea l’attivazione del meccanismo di protezione temporanea.
  • Nell’attesa della protezione temporanea, accordare ai migranti una forma di protezione umanitaria che si traduca in un titolo di soggiorno legale in Italia. Misura che deve essere indicata dalle autorità centrali e che non deve essere in alcun modo delegata alla discrezionalità delle singole Questure e Commissioni Territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale
  • Migliorare e razionalizzare le condizioni d’accoglienza, il ricorso allo stato d’urgenza umanitaria non può tradursi in un abbassamento degli standard di accoglienza.
  • Astenersi dal mettere in opera il progetto di raggruppamento del Villaggio Mineo, in Sicilia, di tutti i richiedenti asilo in corso di procedura in Italia, misura         che può provocare una situazione di ghetto ed esclusione sociale
  • Assicurare ai migranti che hanno fatto domanda d’asilo un esame individuale della domanda di protezione nel pieno rispetto delle direttive “procedure” e “qualifiche”
  • Astenersi da dichiarazioni allarmistiche e incendiarie che assimilano migranti, delinquenti e terroristi

Alle autorità tunisine

  • Garantire la libertà di tutte le persone di lasciare qualsiasi paese compreso il proprio ( Articolo 12, 2 del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici). Di conseguenza, astenersi di tutte le procedure penali per le persone fermate nel tentativo di lasciare la Tunisia via mare o per quanti sono rimpatriati forzatamente verso il Paese
  • Rispettare pienamente le obbligazioni marittime internazionali relative alla ricerca e al salvataggio in mare.
  • Aprire una inchiesta approfondita e imparziale sulle condizioni nelle quali una barca è affondata l’11 febbraio, in un incidente che è costato la vita ad almeno 5 persone, e perseguirne i responsabili
  • Sospendere l’applicazione dell’accordo bilaterale sul controllo dell’Immigrazione concluso con l’Italia. Esigerne la rinegoziazione e, nel futuro, escludere la possibilità di rimpatri massivi e la sua applicazione a cittadini di paesi terzi.

Alle autorità europee

  • Accompagnare gli Stati dell’Africa del Nord nel processo di transizione in corso, poiché la democrazia è la sola a poter garantire una reale stabilità nella regione, e quindi offrire ai giovani la possibilità di costruire il loro futuro in un paese nel quale possono progettare un avvenire.
  • Aiutare l’Egitto e la Tunisia che, contrariamente all’Europa, sono già stati chiamati ad accogliere rifugiati libici e stranieri, in provenienza dalla Libia. La solidarietà a cui si appellano gli Stati del Sud dell’Unione Europea deve esprimersi innanzitutto nei confronti di questi Stati in transizione
  • Astenersi da tutte le operazioni che avrebbero come conseguenza la dissuasione o l’impedimento dell’arrivo in Europa di persone che avrebbero bisogno di protezione
  • Prepararsi all’attivazione della direttiva sulla “protezione temporanea” nel caso si producano arrivi massivi dal Nord Africa.”

Click here (IT) for full CIR post.

See also CIR “Emergenza Nord Africa”.

Leave a comment

Filed under European Union, General, Italy, Libya, Mediterranean, Reports, Statements, Tunisia

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s